Territorio, insediamenti, comunità nell’era della decrescita felice

di Carla Majorano*

permaculturaIl Rapporto globale sugli insediamenti umani 2011 dell’ONU rileva che abbiamo superato la soglia del 50% della popolazione mondiale che vive in aree urbane. Non ci sono mai state sulla terra così tante persone per le quali alimentazione, riscaldamento e altri bisogni primari dipendono da luoghi altri e così distanti. Gli stessi elementi che hanno reso possibile questa vertiginosa urbanizzazione, il consumo massiccio di petrolio e gas naturale, sono responsabili del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici, questioni che minacciano di destabilizzare il mondo contemporaneo, urbano e globalizzato.

Le città moderne sono l’espressione fisica del modello economico dominante: la crescita materiale e quantitativa. Gli attuali modelli insediativi comportano un alto consumo di risorse naturali non rinnovabili –materie prime, combustibili fossili, acqua, suolo- e l’emissione di sostanze inquinanti in atmosfera, nel suolo e nelle acque. Tutte le città sono cresciute inglobando il territorio agricolo circostante per cui gli antichi modelli economici e sociali basati sull’interdipendenza fra insediamenti urbani e campagna, sono entrati progressivamente in crisi fino al collasso attuale.Continua a leggere…

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Copenhagen premiata come la città più verde

Dopo Stoccolma, Amburgo, Vitoria-Gasteiz e Nantes, il premio European green capital va alla città danese. Gli spostamenti in bici sono il 35% del totale, con l’obiettivo di arrivare al 50% entro il 2015. Sul podio Bristol e Francoforte

di Gabriele Bindi

Gli europei li ha vinti la Danimarca. Copenaghen è la città europea più sostenibile. La capitale danese si è infatti aggiudicata l’edizione 2014 del premio European green capital, che viene assegnato con due anni di anticipo. Dopo Stoccolma, Amburgo, Vitoria-Gasteiz e Nantes, che hanno vinto le edizioni precedenti  la città danese si è imposta soprattutto grazie alla progettazione sulla mobilità sostenibile e l’attività di sensibilizzazione dei cittadini, battendo le altre due finaliste Bristol e Francoforte.  Il capoluogo danese ha avuto il riconoscimento della Commissione europea alla capitale più sostenibile, con il premio del  Commissario UE per l’ambiente, Janez Potočnik. La città danese ha battuto in finale Bristol e Francoforte, soprattutto grazie alle iniziative nel campo della mobilità sostenibile. Il premio viene assegnato due anni prima con l’obiettivo di identificare dei modelli di gestione e pianificazione replicabili anche in altri contesti.Continua a leggere…

Transizione di medie e grandi città. Ipotesi di piano di cambiamento.

«Prospettive: entro il 2050 l’economia dell’UE sarà cresciuta in maniera da rispettare i vincoli imposti dalle risorse e i limiti del pianeta, contribuendo in questo modo ad una trasformazione economica globale. L’economia sarà competitiva, inclusiva e offrirà un elevato standard di vita, con impatti ambientali notevolmente ridotti. Tutte le risorse – materie prime, energia, acqua, aria, terra e suolo – saranno gestite in modo sostenibile. Saranno stati conseguiti importanti traguardi nella lotta contro i cambiamenti climatici, mentre la biodiversità e i relativi servizi ecosistemici saranno stati tutelati, valorizzati e in larga misura ripristinati».
[COM (2011) 571 final, p.3]

“Bici senza catene a “Kongens Nytorv”, Copenhagen, DK, 2012

di Fabio Cremascoli

Qui di seguito vorrei fornire un contributo operativo al dibattito sulla rigenerazione delle medie/grandi città attraverso la proposta di un processo per l’elaborazione partecipata di  politiche e progetti per il miglioramento della qualità della vita, che si traducono in una ipotesi di piano di transizione e di decrescita urbana (1).

Cos’è un piano di transizione e decrescita urbana
Un piano di transizione e decrescita urbana è un strumento che prevede una serie di azioni per diminuire/ottimizzare l’uso di energia e risorse naturali, realizzabile attraverso la partecipazione degli abitanti. E’ dunque un “piano di cambiamento” a tutto tondo, che tiene in considerazione scenari di livello globale e di livello locale: da una parte gli effetti del cambiamento del clima, il problema del picco del petrolio e dei minerali e la crisi economico-finanziaria che nel lungo termine, in assenza di fonti e soluzioni energetiche alternative ai combustibili fossili capaci di offrire un elevato tasso di energia restituita rispetto a quella investita, possono costituire un serio problema per la stabilità dell’intero ecosistema terrestre; dall’altra i problemi propri delle città di oggi, generalizzabili nella congestione veicolare, nell’inquinamento, nella mancanza di una pianificazione che tenga conto di giovani, bambini e categorie socialmente deboli, nelle architetture e nei progetti di riqualificazione urbanistica autoreferenziali e spesso privi di capacità di futuro.Continua a leggere…