Corso sulle Earthships con Mike Reynolds

Gli amici di Transition Italia ci segnalano che Mike Reynolds, ideatore delle Earthships – Biotecture sta facendo un tour Europeo e il 21 maggio farà un corso di 1 giorno a Aquaworld (Concorezzo – MB).

Le Earthships, edifici affascinanti costruiti principalmente con materiali di recupero come copertoni e bottiglie, potrebbero essere le soluzioni a molti problemi che hanno a che fare con i bisogni umani di avere una casa bella e che soddisfi i bisogni di energia, acqua e cibo.

Ci sono già oltre 2000 case costruite in questo modo e rappresentano uno stile di vita accogliente e sostenibile. Per ogni tipo di clima, dai deserti secchi e soleggiati del New Mexico, alle montagne del Colorado, l”altopiano tropicale del Guatemala fino al estremo dell’Argentina. Ma pochi in Europa – almeno fino a questo momento …Continua a leggere…

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Biocasa Felice a Milano, 17 ottobre

Segnaliamo un importante evento che vedrà Maurizio Pallante intervenire come primo relatore. Si tratta di Biocasa Felice, che si terrà presso la Fiera di Milano Rho il prossimo 17 ottobre dalle 12:00 alle 17:00.
Collegandosi al sito web dedicato all’evento www.ilConvegno.eu/milano2012mdf ci si potrà iscrivere correttamente. Infatti potranno accedere alla Sala solo coloro che si saranno accreditati on-line ed in tempo utile, avendo cura di stampare il voucher di conferma dell’avvenuta iscrizione e di consegnare il foglio alla hostess, la mattina del Convegno.Continua a leggere…

Teorie e progetti di Friedenreich Hundertwasser, pioniere della bioarchitettura

di Angela Crovace

Friedensreich Hundertwasser può essere definito a tutti gli effetti un precursore dell’architettura sostenibile perché in tempi non sospetti – stavano appena nascendo i primi movimenti ambientalisti – esponeva con vigore teorie eco-friendly e realizzava edifici ‘green’ ed energeticamente efficienti. Friedensreich Hundertwasser nasce professionalmente come pittore ma ben presto realizza numerosi edifici in cui utilizza la vegetazione come elemento architettonico: tetti verdi, giardini pensili, loggiati, terrazze e facciate sono ricoperti di piante.In una delle sue pubblicazioni (‘L’albero inquilino’) afferma che l’albero alla stregua dell’uomo è un vero e proprio inquilino, è parte integrante dell’abitazione e perciò lo ‘pianta’ un po’ dappertutto, fedelmente al suo principio secondo cui la casa deve essere in armonia con la natura: “for a more human architecture in harmony with nature’.“Che tutto sia ricoperto di vegetazione”, intitola un suo saggio. “Fai del bene alla tua città. Usa i trasporti pubblici”, recita uno dei numerosi poster ecologisti che ha disegnato.

CONTRO IL RAZIONALISMO
Aspramente critico nei confronti dell’edilizia moderna che riteneva essere troppo fredda, anonima, grigia, priva di emozioni e  avverso alle correnti razionaliste e del Bauhaus, che utilizzavano la linea retta a tutti i costi, sosteneva che nella società c’erano tutti i sintomi di un imminente declino dovuto all’omologazione, all’individualismo ed alla mancanza di creatività.Continua a leggere…

Il declino della città italiana nell’orrenda architettura della casta

di Gabriele Tagliaventi

Il fenomeno lo ha descritto benissimo Gian Antonio Stella
Il degrado delle città italiane, sfigurate nei centri storici da UFO e bunker nostalgici del Vallo Atlantico e devastate nelle periferie da metastasi cementizie che traducono in forma fisica i peggiori incubi moderni è l’immagine perfetta del declino di un Paese che per migliaia di anni ha insegnato a tutto il mondo l’arte di costruire le città. La crisi economica attacca l’Italia mostrando la debolezza del progetto europeo basato su una moneta inconsistente e priva di copertura politica, ma l’Italia aggiunge a questa crisi globale un aspetto inquietante: la corruzione dilagante che accomuna in questa condizione penosa nord e sud, “destra” e “sinistra”.

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Ma è vero che i grattacieli li costruiscono per risparmiare la campagna?

di Pietro Pagliardini

«Basta rubare terreno all’agricoltura, costruiamo in altezza!», dice sempre più spesso chi desidera costruire grattacieli, un modello architettonico d’inizio Novecento spacciato per ultramoderno. Affermazione insidiosa, che riferendosi alla fonte della stessa sopravvivenza umana, la produzione di cibo, si appella alle corde più sensibili dell’ambientalismo profondo. Sarebbe facile contestarla dal punto di vista storico, visto che la fame nel mondo, pur rappresentando ancora un dramma planetario enorme, è fortemente diminuita ed è ormai chiaro che le cause non sono imputabili, se non per aspetti marginali, all’occupazione urbana del suolo, ma a cause di ordine politico ed economico generali. Esistono però ragioni più semplici per smascherare la vacuità di tale affermazione. Sia dunque dato un grattacielo di 20 piani, alto 70 metri e con base 25×25 metri, inserito al centro di un lotto quadrato di 70 metri. Continua a leggere…

Arcosanti, la città-esperimento che coniuga architettura ed ecologia

Riprendiamo un articolo-intervista pubblicato qualche tempo fa sul sito dell’agenzia AdnKronos sulla città-laboratorio di Arcosanti. La curiosità rispetto a questo progetto è scaturita quasi per caso, riguardando la classifica stilata nel 2009 da Planetizen sui migliori 100 urban thinkers di tutti i tempi, in cui compaiono solo due italiani, uno dei quali è Paolo Soleri, l’ideatore di Arcosanti… una città utopica per riflettere su una reale “riformulazione urbana”.

“Fare di piu’ con meno”: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E’ questo l’imperativo base di Arcosanti: la ‘citta’ esperimento’, fondata nel 1970 nel deserto dell’Arizona, lungo l’autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall’architetto italiano Paolo Soleri.In particolare ”Arcosanti e’ un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di ‘arcologia”’, la disciplina elaborata da Soleri a partire dagli anni ’50. Ossia ”un modello di citta’ che coniuga architettura e ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessita’, durata” spiega all’ADNKRONOS Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che e’ stato allievo di Soleri.Continua a leggere…

La crisi della città secondo Serge Latouche

Qui di seguito viene riproposto un articolo di Latouche, che esprime quanto si può leggere anche in “Tracce progettuali per un nuovo rinascimento urbano” (MDF). Le città dovranno essere oggetto di riqualificazione e rigenerazione in senso decrescista, attivando sin da oggi percorsi di transizione verso modelli urbani più efficienti ed ecocompatibili, costruendo la resilienza locale.. (FC)

Da Carta.org un interessante articolo nel quale il filosofo ed economista esamina la crisi della città e ne argomenta la soluzione: «La crisi è politica e dunque il rimedio deve anche essere politico»

di Serge Latouche

Riassunto. Il disastro urbano che ciascuno può constatare, è il risultato di logiche che sfuggono palesemente agli architetti e agli urbanisti. Tuttavia questi ne sono stati i complici e al medesimo tempo hanno cercato di porrvi rimedio. Ma l’architettura ecoresponsabile [o l’habitat bioclimatico] non è la soluzione, al meglio costituisce un elemento ipotetico della soluzione. Questi tentativi onorevoli degli architetti e degli urbanisti di porre rimedio alla crisi urbana e sociale proponendo schemi ingegnosi sono condannati allo scacco per mancanza di un’analisi globale del fallimento della società della crescita. La crisi è politica e dunque il rimedio deve anche essere politico. È questa la ragione per cui il progetto della decrescita passa necessariamente attraverso una rifondazione del politico e quindi della polis, la città e del suo rapporto con la natura.Continua a leggere…