Resistenze urbane creatrici passando per l’Internazionale Situazionista

Fonte: UNDO.net – Millepiani/Urban Anno 2012 Numero 4 2012

In conflitto perfino con il marxismo, i militanti dell’I.S. rifiutano l’idea di lavoro (1) e concentrano la loro riflessione sul modo d’essere degli individui, sulla loro sensibilità, sulle condizioni psicologiche, sulla maniera di rapportarsi gli uni agli altri, in breve sulla vita in società. Per loro, la civiltà moderna, e soprattutto il sistema capitalista, ha portato l’uomo all’alienazione, al declino e al regresso. I situazionisti fanno appello ad una certa ideologia marxista, ovvero alla critica radicale della società borghese; e anziché mirare alla «base» di quella società, rappresentata dai rapporti di produzione economica, preferiscono soffermarsi unicamente sulle conseguenze culturali che ne sono derivate. Infatti, sono fermamente convinti che cambiando le condizioni di vita degli individui e dei gruppi – da qui l’importanza ai loro occhi dell’architettura e dell’urbanistica – sarà possibile cambiare gli individui stessi. Una simile strategia lascia da parte il «dramma» politico, la questione della lotta di classe, dello Stato e del potere politico, per privilegiare l’azione sulla cultura e la «creazione di situazioni» culturalmente rivoluzionarie. Per questo, concentrano i loro sforzi essenzialmente sull’arte quotidiana e di ciascuno, attribuendole un’importanza capitale poiché appare come l’ancora di salvezza dell’umanità. L’arte a cui si fa riferimento non deve essere intesa come un’istituzione museale o accademica, né come un corpo speciale – quello degli artisti – ma nel senso di un’estetica interpretata nell’ottica del greco antico aisthesis o sensazione. I situazionisti ritengono che sono i nostri sensi a fare di noi ciò che siamo e che sono le sensazioni suscitate in noi, a nostra insaputa, a condizionarci in un senso o nell’altro. In questo gioco di sensi e di senso, l’architettura ha su di noi un impatto determinante poiché modella il nostro modo d’essere sia interiormente che esteriormente.
«Le città future che progettiamo offriranno un’inedita variabilità di sensazioni… e attraverso un uso inventivo delle condizioni materiali saranno possibili delle mosse impreviste».(2)
Questi i due modi attraverso cui i situazionisti intendono realizzare il loro sogno: «la realizzazione di noi stessi».(3)Continua a leggere…

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