Un salutare ritorno al commercio di vicinato


Per descrivere visivamente il concetto di deserto alimentare basta ricordarsi della diciassettenne nera obesa  protagonista del film Precious e della situazione di degrado sociale di quartieri come Harlem (New York) dove il film è ambietanto. L’unico modo di alimentarsi per gli abitanti dei settori più poveri delle grandi città americane è costituto dal fast food vicino a casa o da una delle grocery  all’angolo dove il cibo fresco venduto è poca cosa rispetto a quello confezionato.  Il risultato di questa interazione tra reddito basso e assenza di luoghi dove acquistare frutta e verdura sono i viaggi verso il supermercato del quartiere vicino, dovendo contare, per chi un’auto non se la può permettere, solo sul trasporto pubblico.

L’accesso al cibo, non tanto inteso come base fondamentale della sopravvivenza, quanto come elemento indispensabile ad una vita sana, è diventato un importante fattore dell’esclusione sociale tra chi è in condizione di povertà . Così i quartieri della segregazione per reddito e spesso per razza sono diventati anche i luoghi di maggiore diffusione delle patologie legate al tipo di alimentazione, quasi tutte correlate ad un eccesso di peso corporeo.

L’obesità è diventata, non solo negli Stati Uniti ma in generale nell’occidente ricco, uno degli indicatori della povertà urbana. Sembra paradossale ma l’alto numero di persone in sovrappeso è il rovescio della medaglia dell’assenza di una buona rete di distribuzione alimentare.  Gli abitanti dei quartieri poveri non possono contare sulla presenza di supermercati perché non sono considerati buoni clienti, e la diffusione della criminalità, che fa aumentare i costi  necessari alle misure di sicurezza, fa il resto circa le strategie di localizzazione delle grandi catene.

The Food Trust – un’associazione che che da oltre vent’anni si batte per allargare anche alla parte più svantaggiata della popolazione la possibilità di acquistare a prezzi accessibili frutta e verdura – stima che ci siano circa 30 milioni di americani che vivono a più di un miglio (1,6 chilometri) dal primo supermercato ed hanno quindi difficoltà di accesso al cibo fresco e salutare.

A Filadelfia,  una delle grandi città americane a più alto tasso di obesità, The Food Trust sta sperimentando un diverso modello di distribuzione di alimenti freschi e di alta qualità attraverso il progetto Healthy Corner Store Initiative, finalizzato alla trasformazione del negozio di snack e bibite gassate  in un punto vendita di cibo sano. Il numero dei negozi che hanno aderito all’iniziativa è previsto in forte aumento, dato che i commercianti stanno cominciando a registrare un ritorno economico significativo dell’offerta di cibo fresco.

La transizione in luoghi di smercio di cibo sano dei tradizioneli negozi di generi alimentari di vicinato avviene gradualmente. Il primo passo è la presenza nel negozio di almeno quattro tipologie di prodotti che dovrebbero essere inclusi in una dieta sana, dei quali fa parte la frutta che The Food Trust propone  da tempo agli scolari come sostituto degli snack confezionati. La conversione completa del negozio avviene quando  esso è attrezzato per contenere e gestire grandi quantità di cibo fresco e surgelato.  Il passo successivo alla riconversione è la possibilità di assistere a dimostrazioni di cucina. Il sostegno logistico e di marketing è la chiave del successo dell’iniziativa, che si unisce alla sensibilizzazione dei piccoli commercianti spesso inconsapevoli dei vantaggi che potrebbero avere da questo cambio di offerta commerciale.

L’apertura, dopo 40 anni di assenza di un supermercato e grazie al sostegno di Pennsylvania Fresh Food Financing, di un punto vendita Fresh Grocer  di grandi dimensioni a East Germantown ha rappresentato, secondo i suoi residenti, un enorme cambiamento nella vita del quartiere il quale, almeno per l’accesso al cibo di qualità, è ora un po’ più uguale agli altri quartieri di Filadelfia.

Quella degli Healthy Corner Store sta diventando una rete nazionale e programmi simili a quelli di Filadelfia sono avviati in grandi città come Chicago e Washington, o medie come Baton Rouge, ma anche in aree metropolitane come quella di Kansas City.  Qui il Mid-America Regional Council ha dato vita a Healthy Eating, una serie di iniziative di sensibilizzazione sul problema dell’obesità – della quale soffre un terzo della popolazione adulta locale – che affianca all’informazione su salute e alimentazione ed ai negozi alimentari di vicinato la distrinuzione di cibo coltivato localmente.

La traformazione dei piccoli negozi alimentari attraverso i programmi di distribuzione di cibo sano sembra avere un effetto benefico sull’intera economia dei quartieri coinvolti, dove spesso non esiste più, e da molto tempo, una rete commerciale: da una serie di ricerche svolte risulta che la loro presenza è in grado di rivitalizzare il commercio di vicinato stimolando l’apertura di altri negozi.

Da noi, dove si fa un gran parlare di supporto al commercio di vicinato in termini astratti, sembra che a nessuno interessi come aumentare l’accesso al cibo sano. Peraltro i tassi di obesità dei quali soffre soprattutto la popolazione giovane ci dicono che non basta più fare appello alla nostra cultura gastronomica per diffondere la conoscenza dei principi di una sana alimentazione.Non esiste nessuna consapevolezza del rischio che, anche nelle nostre città, si avviino processidi trasformazione dei quartieri più svantaggiati in qualcosa di simile ai deserti alimentari delle città americane. Eppure se gli unici punti vendita alternativi al supermercato – sempre più grosso e sempre più isolato in luoghi raggiungibili solo con l’auto –  sono da una parte boutique di cibi costosi e dall’altra  mini market con una scarsa offerta di alimenti freschi il rischio potrebbe alla lunga concretizzarsi anche qui.

Invece di contrastare solo la diffusione delle grandi superfici di vendita, e i loro impatti sociali ed ambientali, si potrebbe pensare a come  trasformare la distribuzione alimentare di vicinato. Una trasformazione che diventa possibile se si ha presente come funziona alla base il modello statunitense degli Healthy Corner Store ; riconoscendo, in pratica, che l’iniziativa privata, senza il coinvolgimento delle agenzie locali che si occupano di salute pubblica, non basta a diffondere la consapevolezza del ruolo fondamentale di una alimentazione sana.

Riferimenti
The Food Trust.
Healthy Corner Stores Network.
Qui informazioni sul programma Healthy Eating del Mid-America Regional Council.

Fonte: Millennio Urbano

Foto (da Millennio Urbano): Healthy Corner Stores Initiative Baton Rouge

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