Camminare per riappropriarsi dei luoghi

gustave_caillebotte_paris_street_rainy_day_1877_wikiSecondo Walter Benjamin attraverso una immersione percettiva e sensoriale-emozionale nei percorsi cittadini, il “camminatore lento e vagabondo” ( il flaneur) è testimone di un incontro tra pensiero e città che porta a più intima conoscenza delle diverse dimensioni urbane. L’arte della “camminata di quartiere” è diventata nel tempo una tecnica ricorrente degli etno-antropologi e degli urban planners. Potrebbe essere utile oggi riscoprirla e praticarla negli spazi in cui la città incontra la campagna, per impostare progetti partecipati di ruralizzazione urbana. Qui di seguito di ripropone un articolo sull’argomento pubblicato agli inizi del 2000 sul sito “Cittadini – Rai”.

Le metropoli moderne sono delle reti dove perdersi non solo è facile, ma anche affascinante. Dimentichi per un attimo del nostro percorso pedonale quotidiano, immaginiamo una giornata in cui, invece di proseguire verso l’abituale luogo di lavoro, scendiamo ad una fermata a caso, e iniziamo a vagabondare per la città. Iniziamo a perderci. Camminare non per arrivare a destinazione, ma per il gusto di farlo, per il gusto di scoprire angoli mai visti. La letteratura, di questi “vagabondi urbani”, ne ha fatto una figura tipica: il flaneur.Continua a leggere…

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