La politica del non senso…

L’Italia non s’è desta! Il bilancio degli ultimi anni mostra errori di impostazione, inopportune priorità, scelte effettuate oltre le reali possibilità, al di fuori delle regole e del buon senso. E chi da lontano ci osserva, emette giudizi poco confortanti, ma potrebbero soltanto essere  pregiudizi «strategici». Si impone l’esigenza di una politica nuova, lungimirante, saggia

di Paola Villani (Politecnico di Milano)

Sono bastati quattro anni per vedere il senso scellerato delle politiche avviate. Si citavano opere importanti e si trascuravano quelle ordinarie. Nel campo della manutenzione stradale si definiscono proprio così: opere ordinarie e straordinarie. E mentre si progettavano, in tutti i settori imprese straordinarie, si tralasciava il controllo e la quotidianità. Era giusto pensare in grande ma non si doveva certo tralasciare il minuto. Ed ora è tardi. Si diceva “di riavviare la macchina che progetta e realizza grandi, medie e piccole infrastrutture viarie, ferroviarie e marittime rimasta inceppata negli anni” senza considerare che anche per lo sviluppo c’è un limite. Che non è quello tanto sbandierato da taluni ambientalisti ma un mero aspetto pratico, sovente dimenticato da chi governa. In Italia e nel mondo. Questi amministratori non pensano esattamente come «buoni padri di famiglia» e sognano in grande. Giusto sognare in grande se si sogna e si persegue il sogno con risorse personali. Assai più controverso invece sognare in grande con risorse della collettività. Togliere risorse alla tutela del territorio per realizzare opere nuove. Come se il buon padre di famiglia decidesse di indebitarsi sino all’inverosimile per acquistare beni superflui. E poi, dopo qualche anno, lamentare il dissesto finanziario.

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Libro bianco su Conflitti territoriali e Infrastrutture di trasporto

Mettiamo a disposizione questa interessante guida per la gestione dei conflitti territoriali correlati alla localizzazione di infrastrutture di trasporto, prodotto principalmente da Avanzi e TRT. Crediamo il testo sia molto utile per avere un quadro generale degli strumenti e dei metodi che possono aiutarci ad impostare percorsi di pianificazione partecipata, basata però sul principio “no net loss” (nessuna perdita netta) per le popolazioni locali e per il paesaggio e il territorio. Teniamone conto per costruirci un bagaglio di informazioni orientate alla progettualità propositiva dei gruppi che vogliono proporro percorsi di transizione e decrescita urbana.