Teorie e progetti di Friedenreich Hundertwasser, pioniere della bioarchitettura


di Angela Crovace

Friedensreich Hundertwasser può essere definito a tutti gli effetti un precursore dell’architettura sostenibile perché in tempi non sospetti – stavano appena nascendo i primi movimenti ambientalisti – esponeva con vigore teorie eco-friendly e realizzava edifici ‘green’ ed energeticamente efficienti. Friedensreich Hundertwasser nasce professionalmente come pittore ma ben presto realizza numerosi edifici in cui utilizza la vegetazione come elemento architettonico: tetti verdi, giardini pensili, loggiati, terrazze e facciate sono ricoperti di piante.In una delle sue pubblicazioni (‘L’albero inquilino’) afferma che l’albero alla stregua dell’uomo è un vero e proprio inquilino, è parte integrante dell’abitazione e perciò lo ‘pianta’ un po’ dappertutto, fedelmente al suo principio secondo cui la casa deve essere in armonia con la natura: “for a more human architecture in harmony with nature’.“Che tutto sia ricoperto di vegetazione”, intitola un suo saggio. “Fai del bene alla tua città. Usa i trasporti pubblici”, recita uno dei numerosi poster ecologisti che ha disegnato.

CONTRO IL RAZIONALISMO
Aspramente critico nei confronti dell’edilizia moderna che riteneva essere troppo fredda, anonima, grigia, priva di emozioni e  avverso alle correnti razionaliste e del Bauhaus, che utilizzavano la linea retta a tutti i costi, sosteneva che nella società c’erano tutti i sintomi di un imminente declino dovuto all’omologazione, all’individualismo ed alla mancanza di creatività.

UN’ARCHITETTURA ORGANICA E NATURALE
Era fautore invece di un’architettura organica, irregolare, più vicina alla natura che alla ragione perché “il pavimento piatto è un vero pericolo per l’uomo”, perché camminando sulle superfici piane, sul cemento, sull’asfalto si perde il contatto naturale con la terra, con gravi ripercussioni sull’equilibrio fisico e mentale. Sembra quasi un filosofo metafisico quando arriva a teorizzare ‘I diritti delle finestre’, in pratica Hundertwasser riteneva che le case non fossero costituite da pareti murarie bensì da finestre. Conoscendo già, evidentemente, le teorie di un altro pioniere dell’edilizia ecologica, Karl Ernst Lotz, sosteneva che “L’uomo è avviluppato in 3 strati: la sua pelle, i suoi vestiti ed i muri della casa. Le finestre sono il ponte tra l’interno e l’esterno, sono come i pori della pelle. Le finestre sono l’equivalente degli occhi.” Attraverso la finestra l’inquilino guarda fuori, ma si tratta di un filtro anche per chi osserva dall’esterno, quindi ogni finestra ha una sua storia, ha qualcosa di diverso dalle altre, è unica, è originale. Basta osservare una qualsiasi delle sue architetture per capirlo: l’artista disegnava una finestra diversa dall’altra, per dimensione, per colore, per decorazione.

HUNDERTWASSER HOUSE
La sua più famosa creazione è l’Hundertwasserhaus di Vienna. Costruita tra il 1983 ed il 1986 è un vero e proprio prototipo di social housing perché è costituito da 50 appartamenti per 150 persone meno abbienti con negozi, un ristorante, un parco giochi per bambini, una palestra, 16 terrazze private e 3 comuni. I costi ed i tempi di costruzione di questo progetto interamente pubblico sono stati regolari e nel pieno rispetto delle normative vigenti comunali. Ancora oggi il Comune di Vienna gestisce il complesso e lo fitta al prezzo di 5 euro al metro quadro, prediligendo nuclei familiari in cui ci siano artisti contemporanei. L’Hundertwasserhouse è stata costruita con materiali ecologici: mattoni di argilla per le murature, legno per porte e finestre, ceramica per i pavimenti, colle, vernici, tende e tappeti sono di origine naturale. Per renderlo energeticamente efficiente lo spessore delle murature è consistente, i vetri tripli con infissi speciali e si produce acqua calda per mezzo di pompe di calore.

TETTI VERDI E RECUPERO DELLE ACQUE
Per il rimboschimento delle terrazze e dei tetti sono state utilizzate 900 tonnellate di terreno, una cisterna raccoglie l’acqua piovana utile all’irrigazione delle piante e le ceramiche decorative sono di recupero. I tetti verdi sono costituiti da fogli anti-radice per la protezione dei solai e dei pannelli isolanti, da strati di pomice e ghiaia per il drenaggio dell’acqua e da triangoli di ferro che sostengono le piante finché non mettono radici in apposite griglie di acciaio inossidabile. L’artista viennese aveva progettato anche un sistema biologico di recupero delle acque reflue sfruttando le proprietà di determinate piante, come il papiro e la canna, di purificare l’acqua sporca convertendola in sostanze vegetali e minerali.

ALTRI PROGETTI
Completamente immerso nel verde è il complesso alberghiero Rogner Bad Blumau, sempre in Austria, costituito da vari quartieri uno diverso dall’altro, coperto da tetti verdi e con case ecologiche sotterranee provviste di cortile interno. Un tetto verde inclinato ad andamento spiraliforme e facciate variopinte contraddistinguono il Waldspirale, altro complesso residenziale costruito nel 1990 a Darmstadt, in Germania. Nel 2005, invece, viene completata la Cittadella Verde a Magdeburgo, sempre in Germania.

Fonte: architetturasostenibile.it

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