Débat Public: recuperare la dimensione sociale dei progetti

Intervista a Patrick Legrand, Vice Presidente Commission Nationale Débat Public
di Agnese Bertello

In Francia da un decennio esiste una legge che istituisce un modello e una prassi per la partecipazione dei cittadini. Si tratta del Débat Public.

Come funziona esattamente il Débat Public? Come viene avviato il processo e quando è obbligatorio?
La legge francese prevede che un imprenditore che abbia in mente di realizzare un progetto infrastrutturale di una certa rilevanza debba presentarlo alla Commissione Nationale del Débat Public (DP). Oltre ad alcuni tipi di progetti, che vengono automaticamente iscritti, ci sono alcuni parametri, di carattere finanziario e industriale, che stabiliscono quando, negli altri settori, è obbligatorio sottoporre il progetto all’analisi della Commissione e quando invece questo processo è “facoltativo”; la legge quindi distingue due diverse soglie, una che individua i progetti per i quali il processo è obbligatorio e una per i quali questo percorso è facoltativo. Facoltativo significa che la Società promotrice del progetto deve fare un’iniziale comunicazione pubblica sul progetto, indicandone le caratteristiche, fornendo in questo modo la possibilità alle altre parti in causa, cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni locali, di presentare il progetto alla Commissione Nazionale per valutare la possibilità di avviare un Débat public. A quel punto i membri della commissione analizzano il progetto e le sue implicazioni a livello nazionale di carattere ambientale, economico, sociale e valutano se avviare o no il dibattito e in quale forma. La Commissione è un’autorità amministrativa indipendente e in funzione di alcuni parametri fissati per legge, cioè l’interesse nazionale, l’impatto ambientale, sociale ed economico, del progetto, valuta se sottoporre o no al DP il progetto presentatole.

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Shanghai sprofonda sotto il peso dei grattacieli

(ANSA) – SHANGHAI, 23 MAG – Rischia di sprofondare sotto il peso delle sue altissime torri Shanghai, la più moderna e accattivante delle città cinesi. Se da un lato la metropoli del sudest della Cina diventa sempre di più la città del futuro e la capitale economica del paese, sfavillante con i suoi grattacieli sempre più alti e dalle forme innovative, dall’altro Shanghai suscita le preoccupazioni dei geologi. Secondo quanto riferisce il Times, infatti, a causa di vari fattori come l’aumento della popolazione dovuta ai fenomeni migratori, la morbidità del suolo e il surriscaldamento globale, dal 1921 ad oggi il livello della città è calato di quasi due metri. Un problema che, tuttavia, riguarderebbe non solo Shanghai, ma diverse altre città della Cina, tra cui la capitale Pechino e Xìan (la città nota ai più per ospitare il celebre esercito di terracotta). Le cronache segnalano larghe buche che si aprono come voragini in queste città, e di incidenti che hanno coinvolto pedoni e autoveicoli.Continua a leggere…

I suoli in città

Il problema del consumo di suolo è di nuovo all’attenzione dell’Europa.. Qui di seguito una guida interessante sulla gestione dei suoli urbani. Contiene diversi link utili a recenti documenti sulle politiche UE.. segnalo tra queste la “Roadmap to a Resource Efficient Europe” [COM (2011) 571], dov’è contenuto l’obiettivo di azzerare il consumo di suolo netto in Europa entro il 2050.