Arcosanti, la città-esperimento che coniuga architettura ed ecologia


Riprendiamo un articolo-intervista pubblicato qualche tempo fa sul sito dell’agenzia AdnKronos sulla città-laboratorio di Arcosanti. La curiosità rispetto a questo progetto è scaturita quasi per caso, riguardando la classifica stilata nel 2009 da Planetizen sui migliori 100 urban thinkers di tutti i tempi, in cui compaiono solo due italiani, uno dei quali è Paolo Soleri, l’ideatore di Arcosanti… una città utopica per riflettere su una reale “riformulazione urbana”.

“Fare di piu’ con meno”: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E’ questo l’imperativo base di Arcosanti: la ‘citta’ esperimento’, fondata nel 1970 nel deserto dell’Arizona, lungo l’autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall’architetto italiano Paolo Soleri.In particolare ”Arcosanti e’ un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di ‘arcologia”’, la disciplina elaborata da Soleri a partire dagli anni ’50. Ossia ”un modello di citta’ che coniuga architettura e ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessita’, durata” spiega all’ADNKRONOS Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che e’ stato allievo di Soleri.

In pratica, in Arcosanti ”si cerca un modello di habitat tridimensionale, complesso e frugale, che concentri le funzioni dell’abitare evitando la proliferazione di periferie e lasciando al verde la maggiore estensione del territorio. E questo lo si fa attraverso continui cicli di autocostruzione, con una ricerca non predeterminata da piani urbanistici statici”. Ogni anno centinaia di volontari di ogni eta’ provenienti da ogni parte del mondo partecipano al progetto per dare il proprio contributo nella concreta costruzione della citta’ e per sperimentare di persona cosa significhi vivere in una citta’ arcologica.

A quarant’anni dall’inizio della sfida, la zona concretamente costruita e’ di appena il 5% rispetto al progetto originario, il quale prevede un insediamento finale di cinquemila persone. Questo laboratorio urbano, piu’ che un ordinario cantiere, e’ un luogo di apprendimento e di sperimentazione. Gli edifici, oggi come agli inizi degli anni settanta, sono costruiti principalmente da studenti senza una grossa esperienza alle spalle e i materiali usati sono spesso quelli trovati nel terreno circostante ad Arcosanti. Finora il progetto e’ autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di ceramica e di bronzo dotate di una sottile vela di metallo che permette loro di suonare con la sola forza del vento.

Per Felici, ”Soleri si inserisce in un filone di pensiero che non limita la propria azione a matematiche considerazioni di ecocompatibilita’, bensi’ vede l’operato dell’uomo come parte integrante dell’evoluzione della natura, e pertanto ne cerca una congruenza in tempi cosmogenici. Operando all’interno della congruenza dell’evoluzione naturale, il problema sostenibilita’ risulterebbe risolto all’origine, nel senso che non si sarebbe generata la catastrofe in corso per la quale abbiamo, a posteriori, dovuto inventare il termine ‘ecologia”’.

Occorre dunque reinventare la cultura. Ma come nasce un’idea e come si convincono gli altri che quella e’ l’idea giusta? Nel caso di Paolo Soleri, Felici sottolinea che ”il percorso fatto e’ singolare. Lui non intende affermare che il suo modello e’ l’unica soluzione percorribile, bensi’ sollecitare alla necessita’ di cercare modelli che cambino l’attuale sistema, insostenibile”.

Da parte sua, spiega l’ex allievo, ”Soleri ha condotto la sua ricerca, ed ha sempre onorato il suo pensiero teorico con una condotta di vita estremamente coerente. L’ampia diffusione delle sue idee, ed il numero incredibile di volontari che hanno partecipato all’autocostruzione di Arcosanti, sono fenomeni non cercati, bensi’ generati spontaneamente, a partire da un’epoca, eroica, in cui gli studenti credevano nella necessita’ di cercare soluzioni”.

La decisione poi di costruire questo laboratorio urbano negli States, in particolare in Arizona, nasce dal fatto che ”li’ c’e’ stata la possibilita’ di svilupparsi senza vincoli urbanistici e normativi. E’ la risposta ad un problema, lo sprawling urbano, che nato negli States con l’american dream, e che solo successivamente ha colpito l’Europa, ed ora, purtroppo, si sta abbondantemente diffondendo in tutto il mondo, comprese Cina e India”.

Quanto alle reali applicazioni del pensiero di Soleri, Felici sottolinea che ”esistono tante teorie che propongono uno sviluppo urbano sostenibile, spesso anche molto interessanti, ma, ad oggi, senza risultati apprezzabili. E’ inutile fare salti mortali per costruire edifici leggermente meno inquinanti, se poi l’utente, con un semplice gesto ignaro o menefreghista, annullera’ ogni beneficio”.

Soleri,aggiunge, ”propone modelli urbani che intervengono sull’evoluzione cosmogenica, frutto di una impostazione filosofica ampia e compiuta. Personalmente, da allievo di Soleri, ho distillato dal suo operato alcuni aspetti pragmatici, e li ho confrontati con altre recenti teorie. E’ importante infatti coniugare la necessita’ di costruire attraverso cicli incrementali e complessi, con la ricerca di condivisione”.

Questo perche’ ”la citta’ non puo’ solo ‘funzionare’, deve anche ‘comunicare’, stabilire un rapporto con i propri abitanti e utenti per diventarne lo strumento di formazione di nuove civilta’. Per arrivare alla soleriana ‘citta’ ad immagine d’uomo’, tridimensionale, compatta e complessa come un organismo umano, nel XXI secolo occorre arrestare l’espansione ed avviare la crescita all’interno della citta’ esistente, con una grande attenzione nel consentire lo sviluppo di fenomeni aperti e incrementali. E questo puo’ essere fatto ”solo attraverso intelligenze collettive, gruppi creativi in continua evoluzione”.

”Arcosanti e’ l’inizio di un progetto che non verra’ mai completato” afferma all’ADNKRONOS, Livio Stabile, architetto italiano che ha partecipato al workshop di Soleri e con il quale ha collaborato per tre mesi. Cittadino di Arcosanti, attualmente vive e lavora a Los Angeles.

Per Stabile il progetto ”Arcosanti non e’ Soleri e non e’ il suo progetto compiuto ma e’ uno strumento o meglio l’idea di uno strumento che attende di essere suonato. Magari altrove, dove piu’ fortunate energie geopolitiche ne permettano la realizzazione. E’ prima di tutto un’affermazione politica e per ‘Essere’ ha bisogno di una massa critica di abitanti che scelgano ‘insieme’ una nuova direzione”.

Il progetto di Soleri, dunque, ”sogna: politici meno miopi, una societa’ non iper-individualista, la consapevolezza di un sistema Terra molto piu’ complesso dove ci sia spazio per re-inventare piu’ che modificare il nostro vivere sul pianeta inteso nello Spazio e nel Tempo Galattico che lo circonda”. Paolo Soleri ”e’ un uomo solo. Purtroppo”, conclude Stabile.

Guarda il video: “Arcosanti: an urban laboratory?” (12:39 min)
Visita il sito dell’ Arcosanti Project

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