Neuroergonomia e Progettazione urbana

di Società Internazionale di Biourbanistica

Biourbanistica per una sostenibilità e un’efficacia centrate sull’uomo

Artena (Rome, Italy) – 15–23 luglio  2012

Una progettazione che possa definirsi veramente sostenibile deve senz’altro tener conto di soluzioni tecniche per il risparmio energetico e ambientale, ma deve anche implicare il rispetto delle connessioni positive con il sistema neurofisiologico umano. Psicologia, medicina e scienze educative dimostrano come la progettazione dello spazio può nutrire o, al contrario, danneggiare il nostro benessere. Una conoscenza scientifica, sia teorica che pratica, di come la neurofisiologia umana reagisce all’organizzazione e alle forme dello spazio, è il primo passo per produrre il vero design sostenibile del 21mo secolo. Questo corso residenziale è finalizzato a fornire ai partecipanti (architetti, designer, ingegneri, psicologi, sociologi, e amministratori della cosa pubblica) una competenza unica in un nuovo campo di ricerca e attività, dalle rilevanti opportunità professionali. Quest’anno accoglieremo un gruppo di 25 partecipanti dal profilo internazionale, di diverse età e formazione, interessati a specializzarsi in Neuroergonomia.Continua a leggere…

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Urban vs.Rural Sustainability

di Toby Hemenway

Più di dieci anni fa io e mia moglie ci trasferimmo in campagna. Una delle molte ragioni che ci spinsero a lasciare la città era il poter finalmente perseguire il sogno di una autosufficienza: creare una fondo progettato in permacultura che limitasse il nostro consumo di risorse e che ci permettesse di approfittare maggiormente dell’abbondanza della natura. Nascosta nel profondo dei miei pensieri cera la sottile sensazione che, prima o poi, il party dell’iperconsumo sarebbe finito – il petrolio si sarebbe esaurito e le cose sarebbero potute degenerare. Volevo riuscire a collocarci dove avremmo potuto essere meno dipendenti dai combustibili fossili quando il cordone ombelicale del petrolio si sarebbe rotto. Abbiamo fatto un sacco di strada verso la realizzazione di quel sogno. La rossa argilla di quella che era una radura artificiale divenne terriccio color del cioccolato anche se notai come, nonostante i nostri alberi crescessero e maturassero, io avessi bisogno di importare cippato dalla centrale elettrica o letame dalla stalla a due miglia di distanza. Dal giardino proveniva un flusso continuo di frutta e verdura ma, confesso, facevo finta di ignorare la quantità di acqua che dovevamo estrarre dal pozzo quando la riserva di acqua piovana si esauriva nei quattro mesi di stagione secca dell’Oregon Meridionale.Continua a leggere…

Arcosanti, la città-esperimento che coniuga architettura ed ecologia

Riprendiamo un articolo-intervista pubblicato qualche tempo fa sul sito dell’agenzia AdnKronos sulla città-laboratorio di Arcosanti. La curiosità rispetto a questo progetto è scaturita quasi per caso, riguardando la classifica stilata nel 2009 da Planetizen sui migliori 100 urban thinkers di tutti i tempi, in cui compaiono solo due italiani, uno dei quali è Paolo Soleri, l’ideatore di Arcosanti… una città utopica per riflettere su una reale “riformulazione urbana”.

“Fare di piu’ con meno”: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E’ questo l’imperativo base di Arcosanti: la ‘citta’ esperimento’, fondata nel 1970 nel deserto dell’Arizona, lungo l’autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall’architetto italiano Paolo Soleri.In particolare ”Arcosanti e’ un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di ‘arcologia”’, la disciplina elaborata da Soleri a partire dagli anni ’50. Ossia ”un modello di citta’ che coniuga architettura e ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessita’, durata” spiega all’ADNKRONOS Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che e’ stato allievo di Soleri.Continua a leggere…