Come le comunità P2P cambieranno il mondo

Come le comunità P2P cambieranno il mondo – Intervista con Michel Bauwens, fondatore della P2P Foundation

di Simone Cicero

Molti di voi, alle parole peer to peer ricorderanno istantaneamente Napster, eMule e la pletora di soluzioni e tecnologie per il file sharing che, da molti anni e ancora oggi permettono la libera circolazione e lo scambio di files di ogni tipo, con annesse problematiche e polemiche legate alla protezione del copyright.
Nella realtà con il termine p2p si intende da molto tempo ormai quel ventaglio di soluzioni, paradigmi, approcci incentrati sul co-design (progettazione collaborativa) e sulla co-creazione, sull’apertura e sulla Libertà: ovvero ogni approccio decentralizzato, comune, distribuito, partecipato e paritario nel fornire soluzioni libere e aperte a problemi comuni. La tecnologia e le piattaforme tecnologiche dunque (e in particolare il software) sono solo uno dei molteplici aspetti di questo movimento, che in effetti non si pone limiti di sorta: l’obiettivo di lungo termine è sostanzialmetne quello di facilitare l’emergere e il consolidarsi di comunità capaci di giocare un nuovo ruolo, un ruolo produttivo tradizionalmente appannaggio delle aziende secondo il modello capitalistico della produzione industriale dei beni e dei servizi.Continua a leggere…

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Decrescita e Architettura

di Peppe Carpentieri

Com’è noto un pilastro della filosofia politica denominata “decrescita” è la bioeconomia, cioè considerare gli effetti e gli impatti dei processi industriali sugli ecosistemi. L’architettura contemporanea e l’urbanistica come tutte le arti e le scienze applicate hanno subito l’influenza dell’ideologia neoliberista e il paradigma dominante: vendere, vendere, vendere figlio dei dogmi: crescita del PIL, dell’espansione monetaria e del petrolio.
Prima delle rivoluzioni industriali l’architettura poneva l’uomo e non la tecnica al centro della progettazione e nacquero le proporzioni armoniche e le prime città ideali.Continua a leggere…

Società dei territorialisti e post crescita

Tra le nuove realtà associative italiane in fase di costituzione vorrei segnalare l’interessante esperienza della “Società dei Territorialisti“, promossa da Alberto Magnaghi, la cui carta fondativa si ispira ai principi della ”post-crescita” e sulla considerazione dei luoghi e dei territori come beni comuni da preservare. Dunque un passo in avanti verso il tanto auspicato cambio di paradigma socio-economico, anche in ambito territoriale. La SdT farà il suo congresso costitutivo giovedì 1 e venerdì 2 Dicembre 2011, presso l’Aula magna dell’Università degli studi di Firenze, Piazza San Marco. I temi trattati saranno quelli che intitolano le commissioni tematiche in fase di definizione, ovvero: 1) Contributi delle diverse discipline socio-territoriali al benessere e alla felicità pubblica; 2) La questione epistemologica e il linguaggio, il rapporto tra le discipline; 3) Il luogo: patrimonio locale territoriale e beni comuni; 4) Federalismo e autogoverno; 5) Paesaggio e nuove alleanze città campagna.
Qui sotto si riportano alcuni passaggi del Manifesto SdT, in cui si esplicita qual’è il contesto socio-culturale che ha dato impulso all’azione dei promotori del nuovo soggetto associativo:Continua a leggere…