Expo 2015 non s’ha da fare

L’articolo di Luca Mercalli che proponiamo qui si seguito, apre una riflessione sull’opportunità di fare o no l’Esposizione internazionale del 2015, con una serie di considerazioni condivisibili, tra cui il fatto che i cittadini non sono stati adeguatamente informati sul progetto e non sono stati resi partecipi di un dibattito sui temi della nutrizione  e della qualità della vita che avrebbe potuto portare alla definizione di una visione condivisa del futuro dell’area milanese. Esempi di buone pratiche d’altra parte esistono (es. il Piano Regionale per l’area metropolitana di Chicago in cui è stata attuata una la strategia territoriale integrata per un rapporto virtuoso fra produzione agricola, consumi, salute, qualità della vita…) e talvolta si tratta solo di “ispirarsi” a queste. Per farlo è però necessario avere chiaro che le grandi decisioni territoriali, con ripercussioni sociali ed economiche devono rientrare in una “idea complessiva di città e di territorio” e che devono essere discusse e valutate attraverso forme di democrazia partecipativa, il cui esito – se il progetto viene percepito e/o valutato più dannoso che benefico per la collettività – può anche essere la rinuncia (l’opzione zero).

di Luca Mercalli
Ma questa Expo 2015 a Milano, vale la pena farla? O il grande atto di coraggio della politica milanese sarebbe invece una sincera e motivata rinuncia?

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Biourbanistica, verso una definizione

Cominciamo con la definizione di Biourbanistica redatta dal gruppo di lavoro formato da: Antonio Caperna, Alessia Cerqua, Alessandro Giuliani, Nikos A. Salìngaros, Stefano Serafini, della SIB – Società Internazionale di Biourbanistica…

La Biourbanistica ha per oggetto lo studio dell’organismo urbano, inteso come sistema ipercomplesso,  l’analisi delle dinamiche interne e quelle con il suo intorno (territorio), nonché le relazioni che sussistono tra dette componenti. La Biourbanistica considera il corpo urbano come costituito da una molteplicità di livelli interconnessi che si influenzano vicendevolmente in modo non-lineare. Tale caratteristica induce l’emergere di proprietà complessive non prevedibili attraverso lo studio delle singole parti, ma solo dall’analisi dinamica dell’intero.Continua a leggere…